The Hunger Games: Libro vs Film vs Battle Royale

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The hunger games in parole povere è il nuovo fenomeno culturale che sta per colpire l’Italia da tre fronti: dalle librerie, dai cinema e dalle discussioni infinite sui forum per le somiglianze a prodotti già esistenti (tra cui ovviamente Battle Royale). Cercando per una volta di essere il più normale possibile (we’re gonna finally be fine) vorrei rimanere spoiler free per far capire a chi non lo conosce di cosa stiamo parlando e dare la mia opinione in modo che anche le persone come me abbiano qualcosa da leggere in questo post.

Il libro

The Hunger Games è, come un po’ qualunque altra cosa questo periodo, il primo romanzo di una trilogia (che probabilmente ha un nome ma non ho voglia di cercarlo). Io ho letto solo il primo quindi degli altri due (l’ultimo tra l’altro non è ancora uscito in Italia) per il momento me ne fregherò altamente.

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Giudicare il libro di The Hunger games è veramente difficile: in primis perché è scritto male, veramente male, roba che all’inizio pensi di leggere per sbaglio una bozza dell’autrice. Scritto in prima persona presente, cosa già di per sé discutibilissima ma su cui più si va avanti più un po’ per abitudine un po’ grazie ai giochi si riesce a chiudere un occhio, praticamente consiste in una lunghissima descrizione dal punto di vista di Katniss di quello che succede: pochissimi dialoghi, descrizioni povere (come descriverebbe una sedicenne, con tutti contro possibili) e tante seghe mentali e problemi femminili. Ovviamente l’autrice (Suzanne Collins) è una donna e lo si capisce benissimo dalle pagine del libro che grondano pensieri che a un uomo non verrebbero mai in mente.

In secundis perché è commerciale, The Hunger Games è un romanzo scritto per fare successo: mondo post-apocalittico (check), ragazzi poveri che si ammazzano per il divertimento dei ricchi (check), protagonista carina-ma-non-bella, orfana, forte ma poco divertente (checkcheckcheck), triangolo amoroso (check) e così via. La storia non prende mai una piega inaspettata, si capisce come finirà il libro dopo 25 pagine. In effetti il concetto di spoiler per THG è abbastanza inadeguato, il libro ha due sequel: già questo è uno spoiler. Massimo rispetto per la scrittrice a cui è venuto in mente di mettere insieme tutti questi fattori già rodati di successo in un unico libro trasformandolo in una macchina da soldi (leggi: TEEN).

Eppure è un libro avvincente, ed è quel tipo di pregio che attenua molti difetti: la prima persona, una volta abituati (la svolta è all’inizio dei giochi più o meno), permette di concentrarsi esclusivamente su Katniss, che pur essendo un personaggio classico riesce a reggere da sola il romanzo; la descrizione continua e poco dettagliata rendono l’azione molto veloce e, nonostante non ci siano vere sorprese, non ci si annoia mai. Certo è un trucco che funziona solo con questo libro visto che 200 pagine su 270 sono di gente che si ammazza (la vedo dura per i sequel senza un cambio di registro) ma per il momento quello mi basta.

A fine libro la piacevolezza della lettura supera i difetti, quindi vi consiglio di leggerlo (magari in inglese come ho fatto io, tanto è veramente elementare ed è sempre utile per far pratica).

Il film

Il film The Hunger Games è uscito praticamente ovunque a fine Marzo, arriverà da noi il 1 maggio (in molti cinema in anteprima il 26, molti regalano anche i biglietti). Non ho idea del perché da noi arrivi un mese dopo che in Vietnam, ma penso che si voglia sfruttare il successo mondiale per lanciarlo prepotentemente anche in Italia, dove non mi sembra che i libri abbiano una gran base di fan.

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oh, hai

È costato tra produzione e promozione un 120 milioni di dollari, veramente poco per un film del genere e molte volte si vede l’economicità della produzione (economicità assolutamente ingiustificata considerando che come tutti ci aspettavamo sta incassando tantissimo).

Katniss è interpretata da Jennifer Lawrence, che oltre ad essere tipo la ragazza più scema e adorabile dell’anno (vedere una qualunque intervista per credere) è anche stata candidata all’Oscar l’anno scorso per Winter’s Bone, candidatura abbastanza immeritata a mio parere ma basta guardare la gif a destra per sapere che la ragazza ha molto molto (molto) talento.

Il pregio maggiore del libro sta nel fatto che è la base perfetta per un film. Ragionando in questo modo il film che ne è venuto fuori toppa alla grande: è una trasposizione troppo fedele al libro che ne trattiene tutti i difetti riscontrati nella lettura e ne aggiunge di nuovi. Il punto di vista rimane solo quello di Katniss, le rare volte in cui si spostano altrove funzionano ma non aggiungono niente alla narrazione e servono più che altro a far capire cose a coloro che non hanno letto il libro. Il triangolo Katniss-Peeta-Gale, che nel libro è banale ma per lo meno gestito bene, è troppo centrale e sebbene gli attori siano tutti e tre molto bravi non convince per niente.

Il problema principale del film però è la gestione dei tempi: nel libro i giochi durano diverse settimane, nel film il passare del tempo non si sente. Manca la fame, manca la paura, manca il tempo (speso bene nel libro) per affezionarci a certi personaggi e situazioni. Senza queste cose il risultato è veramente deludente, il film non emoziona né esalta.

Diciamo che questo film è stato fatto un po’ come fu fatto Harry Potter e la pietra filosofale, solo che HP aveva una base di partenza molto migliore di The Hunger Games. Questo romanzo invece aveva bisogno di un lavoro alla Harry Potter e il prigioniero di Azkaban (che invece non aveva bisogno di alcun lavoro, scusate ogni tanto devo lamentarmi del terzo film di HP).
È un peccato che il regista abbia scelto di andare sul sicuro (più che con la critica, coi fan) perché avrebbe potuto veramente essere una figata.

Battle Royale

Battle Royale è un film che cercatevelo su google, non ho voglia di spiegarvelo. Ciò che dovete sapere è che è un film Giappo (faccio notare che solitamente dico giappo-cino-coreano per indicare orientale, qui no. Ecco quanto è Giappo). I due film si assomigliano nella premessa ma lo svolgimento è completamente diverso, un po’ come se la professoressa Caprapal avesse dato il tema “la società costringe i ragazzi a uccidersi per il loro divertimento”: Battle Royale è lo svolgimento di Bart, The Hunger Games è lo svolgimento di Lisa (una Lisa Simpson improvvisamente incapace di scrivere e molto più bimbominkia).

Mentre in Battle Royale la storia (storia.. dieci minuti di spiegazione dell’insegnante a inizio film) è in funzione degli sbudellamenti di bambini, in The Hunger Games gli sbudellamenti servono come motore per far partire una storia ben più grande e complessa. Non è meglio, è diverso. Io tra i due preferisco l’idea di THG, ma Battle Royale è fatto meglio come film.

Il paragone più azzeccato secondo me è Rollerball (parlo di quello che conosco, cioè quello con Keanu Reeves JON-A-TON! JON-A-TON! JON-A-TON!) effettivamente molto simile a THG. Il problema è che volendo si possono trovare decine di similitudini di THG a prodotti esistenti, non cambierebbe il fatto che come prodotto ha vita propria in quanto ha preso alcune parti da ognuno.

Posso dirlo? A me di tutto ciò non frega niente, anzi se avessero copiato più pesantemente da questi film più adulti The Hunger Games sarebbe stato un filmone. Gli sbudellamenti non sono il punto fondamentale ma la violenza avrebbe dovuto essere molto più accentuata, solo che pur di rientrare nel pg13 (che va bene, altrimenti si sarebbero tagliati fuori una buona fetta di fan) hanno adottato un meccanismo vedo-non-vedo che fa decisamente schifo. Inoltre i giochi dovrebbero generare odio verso la capitale, ottima l’idea dei commentatori televisivi  in questo senso ma bisogna andare oltre: gente che intervista i fan dei giochi davanti ai megaschermi della capitale su chi vede favorito, scommettitori incalliti che esultano per l’uccisione di qualcuno in diretta televisiva, il tutto alla faccia della gente nei distretti che è in pensiero per i propri ragazzi. Questo avrebbe dovuto essere il film.

Ricapitolando il libro di The hunger games è non è gran letteratura ma si legge piacevolmente, il film è un occasione sprecata.

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4 responses to “The Hunger Games: Libro vs Film vs Battle Royale”

  1. L.W. says :

    Apro parentesi, Battle Royale è un film tratto a sua volta da un libro di Koushun Takami, il libro è bello bello e spacca i culi (al contrario del libro di The Hunger Games).
    Per il resto, lo sai che concordo con te, sto scrivendo la mia recensione sulla trilogia, ho finito oggi il terzo e come ti dicevo, pur volendo farti rimanere spoiler free, purtroppo lo stile e la chiave di lettura rimangono i medesimi. Comunque, ho bisogno che qualcuno mi dica come hanno tradotto Mockingjay in italiano, per ora conosco solo gente che ha letto la trilogia in inglese!

    • stewii says :

      battle royale so che è tratto da un libro ma non ho mai conosciuto nessuno che abbia l’abbia letto. ragion per cui parlando di BR penso sempre al film che mi sembra molto più famoso

      Mockinjay in italiano è tradotto come “il canto della rivolta” (il libro, l’uccellaccio non ne ho idea penso abbiano inventato un nome)

      • L.W. says :

        Conosci me e l’ho letto, credimi, spacca abbastanza culi e costa poco (facci un pensiero se vuoi una lettura piacevole). Pensavo all’uccellaccio (credevo erroneamente a quanto pare che avessero lasciato i titoli inalterati).

  2. Boss says :

    Io ho letto il manga di Battle Royale che, essendo figo a livello incredibile, non posso far altro che consigliarti caldamente!

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