Telefilm da recuperare: Doctor Who

Oggi si parla di recuperare Doctor Who

WHAT?
Doctor Who è una serie che definire storica è poco, da quando è stata creata nel 1963 ne sono state fatte 33 stagioni con ben 11 Doctor diversi. Tranquilli quando si parla di recuperare Doctor Who solitamente si intende l’ultima resurrezione del 2005, quindi in realtà sono solo 6 le stagioni da recuperare (più infiniti christmas special).

DOCTOR WHO?
The Doctor è un alieno, precisamente l’ultimo dei Time Lord (che sono morti nella Time War contro i Dalek), e sostanzialmente se ne va in giro per l’universo con la sua TARDIS che gli permette di viaggiare sia nello spazio che nel tempo. Ha 900 anni e ogni volta che muore si rigenera e diventa un’altra persona (ragion per cui ce ne sono stati 11). Visto che l’universo è grande e lui si sente solo viaggia spesso con una companion che lo accompagna nelle avventure, il resto scopritelo guardando.

WHERE?
Torrent guys, non provate a guardarlo in italiano che non vi parlo più.

WHEN?
Quando volete, ma sappiate che la settima stagione comincia il 25 agosto quindi se volete arrivare in tempo dovete muovervi.

HOW?
Ok spieghiamo: Doctor Who nel 2005 è stato resuscitato da tale Russell T Davies, che è stato EP fino alla quarta stagione per poi passare la torcia a Steven Moffat. Moffat lo conosciamo (ha fatto Coupling, Sherlock), è un genio e se elencassi le ragioni per cui mi sono messo a recuperare Doctor Who lui sarebbe la prima (ovviamente non delude, dalla quinta stagione in poi DW è una bomba). Russel T Davies invece è molto diverso da Moffat: il suo Doctor Who è uno Show meno maturo, più concentrato sul creare un universo esteso di personaggi che a sviluppare la trama, più semplice e noioso in molti punti (si vede che non sono un suo fan?).

Vediamo più in dettaglio come sono le varie stagioni, spoiler scritti in bianco evidenziate per leggere. (nb questi commenti li ho scritti durante il recupero sul forum di serialmente, se li hai già letti salta pure che non c’è niente di nuovo).

Nine

Doctor Who stagione 1: molto altalenante qualitativamente, con episodi molto belli (tra tutti quelli scritti da Gatiss e Moffat) e episodi orrendi (World War Three è diventato un incubo ricorrente negli ultimi giorni), e con un finale che oltre a essere scritto malissimo vuole far credere allo spettatore di tirare le fila a una stagione che non ha nulla di unitario a parte quelle due parole. Però il potenziale si vede, ogni tanto emoziona ed è incredibilmente british. Ora vediamo come se la cava Tennant: dal christmas special mi è piaciuto, al “good, very arthur dent” sono morto. In stelline sarebbe tipo un 2 e mezzo.

Ten

Doctor Who stagione 2: meglio della prima, soprattutto grazie a tennant, ma c’è sempre la differenza enorme tra gli episodi fighi (the girl in the fireplace, the impossible planet) perchè si sforzano a sfruttare il fatto che C’È A DISPOSIZIONE UNA MACCHINA DEL TEMPO PER LA MISERIA e gli episodi che piazzano un alieno da qualche parte e si sconfigge. Introduzione degli universi paralleli è sfruttata male in rise of the cyberman (che è noiosissimo, più una Rose che viene da gridarle in faccia “bitch please, la pianti con questi complessi paterni?”), e rende il finale molto confusionario costringendo ancora alla soluzione “something something we win”. tra l’altro parliamone, il finale
è fatto palesemente con l’unico intento di dire addio a rose. sottilissimo come un calcio nei coglioni russel t davies piazza la parola torchwood a caratteri cubitali ovunque e parte l’episodio con “this is the story of how i died” che è come dire “this is absolutely NOT the story of how i died” uccidendo qualunque tipo di tensione uno possa avere. commuovente comunque il finale dell’episodio, ma solo perchè mi sono affezionato a rose (e a jackie *_* miglior personaggio secondario della serie a mani basse) non per altro.
in stelline sarebbe un tre e mezzo.. forse.. uff voglio moffat T_T

Doctor Who stagione 3: sicuramente una spanna sopra le precedenti, con storie più interessanti (finalmente bene la parte storica, come l’episodio su shakespeare che gioca, come dovrebbe fare, con la situazione) e con maggior attenzione sia alla tecnica di realizzazione effetti (a parte bruttissimo non solo per tecnica “gridlock”, non ce la faccio io gli episodi scritti da russel t davies li odio a pelle) sia alla regia. Mi è piaciuta molto Martha: ovvio che Rose, per l’importanza avuta nello show, non fosse sostituibile nel cuore dei fan come in quello del dottore, quindi hanno deciso di non provarci ma anzi di sfruttare la perdita di Rose per parlare da una parte della perdita subita dal doctor e dall’altra di sentimenti non ricambiati per i fantasmi del passato. Martha è quasi l’opposto di Rose (la razionalità contro l’istinto), e secondo me è quello che il dottore (e anche noi) avevamo bisogno. Ecco, se devo dire un pregio di russel t davies è che è un bravo produttore, sa mettere le cose giuste nello show. in questo senso probabilmente è un bene che sia stato lui a resuscitare questa serie e non moffat (inutile dire quanto “blink” sia LAROBBA, l’unico difetto è l’ingiustizia non avere carey mulligan per sempre), perchè un po’ come Martha serve qualcuno che traghetti la serie vecchia (che comunque è sia vecchia che invecchiata) ad una cosa nuova.
Finale eh, buono. diciamo fatto bene, ma sempre il solito problema di esagerare nelle premesse e risolvere a cazzo di cane in 5 minuti.. sta cosa non va bene: una serie come doctor who in cui il mondo rischia di finire ad ogni episodio non ha alcun bisogno di un finale in cui si va più vicini alla fine del mondo (anche perché se non si riesce a trasmettere un vero pericolo la cosa diventa abbastanza ridicola), ma ha bisogno di eccezionalità (toh la doppietta human nature e the family of blood mi sarebbe andata molto meglio come finale).
in stelline sarebbe un quattro pieno

Doctor Who stagione 4: prima metà orrenda con il primo episodio che non è il punto più basso delle serie solo perché World War Three della prima stagione è imbattibile, ma è molto più grave perché sembra che visto che avevano il buono per la nuova companion non ci hanno neanche provato a fare un episodio vero. Gli altri (nonostante siano molto curati visivamente, come Planet of the Ood) sono sempre le solite storie cambiando gli alieni, anche idee nuove come The Doctor’s Daughter mostrano comunque una mancanza di coraggio nel cambiare un po’ la serie.
Capitolo Catherine Tate, non mi è piaciuta. Ho trovato il personaggio creato troppo su misura per lei e quindi chiuso a vere e proprie evoluzioni. In più manca di spontaneità, come quando deve essere eccitata per un nuovo pianeta e proprio non le credi o una delle miliardi di volte che usa le frasi tipo “fermo/ehi/qualcosa, appellativo divertente, cosa incazzosa da donna indipendente” risultando sempre forzatissima nella situazione. Sul finale cercano di darle un importanza che non sta né in cielo né in terra ma non ci ho fatto veramente caso nel LOL generale.
Da Moffat (ah, Moffat 015.gif) in poi le cose migliorano, anche se il bottle episode in cui si è intrappolati in un posto (midnight) e il what if episode (turn left) non sono proprio cose mai viste danno comunque una boccata d’aria e il finale mi è stranamente piaciuto: non che non sia ridicolo nel suo “prendiamo qualunque personaggio degli ultimi quattro anni, uniamoli in un megazord per salvare TUTTA LA REALTA’ dal capo supremo dei dalek”, ma almeno non si prende sul serio. Tutto ciò che è mai esistito sta per scomparire ma non ci credono neanche loro, alla fine si ride e l’atmosfera è più di festa che di puntata (e non vedo francamente come si possa prendere diversamente).
E niente, finita la quarta *questo* Doctor Who continua a farmi rabbia. È letteralmente un altalena, tra gli episodi fighi perché trattano la serie con il rispetto e l’intelligenza che si merita e gli episodi con il pilota automatico (assolutamente la maggioranza) che nel migliore dei casi annoiano poco. Russell T Davies è più interessato a creare una mitologia di Doctor Who che una serie coi controcazzi, darla in mano a Moffat (anche se non l’ho ancora vista) è stata la scelta migliore che si potesse fare. Perché cazzo non ci vuole tanto bisogna soltanto cambiare le carte in tavola, l’immagine perfetta per me l’ha data lo stesso Moffat: RTD è il dottore che apre la porta con la maniglia, Moffat è quello che schiocca le dita.
In stelline sarebbe un 3 e 25, un filino meno della seconda stagione

Calma che qui si va sul difficile,

Eleven

Doctor Who stagione 5:
veramente bella, non è cambiata la struttura della serie (un paio di doppi episodi il resto singoli, alcuni collegamenti con episodi passati e filo conduttore della stagione che porta al finale) ma è cambiato tantissimo il tono: più adulto ma non per questo serio, meno umorismo involontario e più umorismo vero. Questo è un telefilm che sa quello che vale, anche negli episodi meno ambiziosi (che ovviamente rimangono) non si ha mai la sensazione di un episodio sprecato perché riesce sempre a metterci qualcosa in più. In più c’è un forte aumento di wimbly wombly timey wimey, che era assolutamente necessario alla serie. Bello vedere anche come due degli episodi migliori (Amy’s Choice e Vincent and the Doctor) non sono stati scritti da Moffat, praticamente anche come Executive Producer Moffat vince.
Matt Smith è un grande dottore, proprio quello che serviva a Moffat: confuso ma geniale e figo nella sua stranezza. Karen Gillan è bravissima, Amy Pond è l’AMMORE e funge sia come spalla comica del dottore che come personaggio a sé (del finale ne parliamo dopo). Rory è l’AMMORE2, tipo che lo sposerei anch’io se me lo chiedesse. Adoro come hanno gestito questo triangolo, adoro come interagiscono i personaggi, adoro tutto quindi la smetto qua coi personaggi.
Il finale piscia in testa a tutti i finale precedenti messi insieme, per intelligenza, difficoltà del concept, armonia con la stagione e emotività (la lacrima di Amy sul diario vuoto di River Song vale tre volte l’addio a Bad Wolf Bay)
L’importanza di Amy nella storia e la risoluzione dell’episodio finalmente non risultano forzati, perché sono accennati nel corso della stagione; sappiamo dove vuole andare a parare, ma sappiamo anche da quello che abbiamo visto che è la risoluzione giusta, bravo Moffat 116.gif
Ultima cosa, il tema musicale: BELLISSIMO


In stelline è un 4 e mezzo, perché è ancora migliorabile. Ma non è importante, l’importante è che finalmente sto vendendo la serie che voglio vedere.

Doctor Who Stagione Sei: ero molto curioso visto i pareri discordanti e una volta vista è facile capire perché, dove la quinta era comunque una stagione classica (con tutte le eccezioni del caso ovviamente) questa cambia molto di più. Apertura col botto (letteralmente..), tantissima trama orizzontale nella prima parte (che a parte il terzo sono tutti collegati) e poi tutti stand alone nella seconda.. non credo si sarebbero potuti spalmare più omogeneamente sulla stagione perché quell’arco di episodi era troppo importante per dividerlo (probabilmente non avrei messo neanche il terzo). Una stagione tutta incentrata sul tema del doppio, usandolo per parlare di responsabilità, morte e inevitabilità.. cose obbligatorie a questo punto della serie, troppo facile andare avanti a rigenerazioni e companion intercambiabili. Nuovi nemici e nuove domande, a cui corrispondono effettivamente poche risposte, ma il tutto con un’unità che la maggior parte delle serie si sognano: come l’anno scorso (ehm.. settimana scorsa) ci eravamo lasciati chiedendoci chi fosse River Song e ora abbiamo la risposta, l’anno prossimo avremo le risposte che vogliamo ora. È finita l’era dei ragionamenti a breve termine, qui si sta costruendo BENISSIMO una trama enorme e complicata e lo si fa nei tempi e nei modi che servono.
Finale giusto, ovvero come doveva essere (non voglio neanche leggerle le critiche al finale, visto che probabilmente chi le fa era tutto esaltato per la soluzione TUTTI GRIDANO DOCTOR E CUORICINI e finisco per ridere in maniera maleducata), ma soffre un po’ il vero difetto della stagione che è, secondo me, la mancanza di incisività in alcuni punti: tra cose fatte troppo velocemente (il finale e let’s kill hitler su tutti), alcune troppo poco epiche, altre invece troppo poco emotive.. non so forse è colpa della regia, minutaggio, colonna sonora (che è identica all’anno scorso ma in questa stagione sembra picchiare molto meno) ma l’aria è quella di un prodotto venuto leggermente meno bene rispetto al progetto. Un po’ come se nel fare una battuta cambi una parola con un sinonimo.. fa comunque ridere ma rimane il “però se avesse detto la parola che doveva dire..”.
Poi oh, non starò certo a lamentarmi più di tre righe per una stagione del genere, diamole 5 meno meno e via.
ps non sapevo come metterlo: A christmas carol è tipo uno degli episodi di natale migliori di sempre.
SPAZIO    
RECUPERO VELOCE
Se hai letto fino a qua dovresti aver capito quello che intendo e forse ti sei scoraggiato nel recupero perché non vuoi sorbirti le prime quattro stagioni. Allora prima di tutto sappi che io sono l’eccezione: alla maggior parte delle persone piace anche il Doctor Who di Russel T Davies, per questo ti consiglio di cominciare a recuperarlo guardando tutte le puntate. Poi, se proprio quel tipo di DW non fa per te, vengo in tuo soccorso: ci sono un sacco di episodi che si possono saltare (veramente, lo dice uno che non salta mai episodi). In blu quelli brutti ma importanti.
Prima stagione episodi 2, 4, 5, 7, 11
Seconda stagione episodi 1, 5, 6, 7, 11
Terza stagione episodi 3, 6
Quarta stagione episodi 1, 2, 3, 4, 5, 7
 SPAZIO

WHY?
Perché Doctor Who al suo massimo è una serie che va vista: intelligente, divertente e entusiasmante. Perché ci sono viaggi nel tempo, alieni, mindfuck, i capelli di Karen Gillan,  le gambe di Karen Gillan. Perché è la cosa più merchandisingabile della storia. Perché anche se tantissimi episodi nelle prime quattro stagioni mi hanno fatto cadere le palle così velocemente da fare un buco nel suolo, ne valeva la pena per vedere le ultime due stagioni. Perché non è solo bello, è BRILLIANT.

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10 responses to “Telefilm da recuperare: Doctor Who”

  1. l'assistente costumista says :

    uff. vorrei risponderti così tante cose che probabilmente farei prima a offrirti una birra e blaterare finchè non chiude il locale, mi limito a dire che su molte cose sono d’accordo con te e su moltissime mi trovo all’opposto. Quando alla fine della prima stagione è comparso Tennant ho pensato “Oddio basta non lo guardo più” e quando sono arrivata alla fine degli speciali di Tennant piangevo disperata (true story). The Eleventh hour mi ha convinto subito e Matt Smith è strepitoso, ma non riesce a comunicarmi così tanto come gli altri due sul piano emozionale. Gli episodi di Moffat nell’era RTD anche secondo me sono tra i migliori (the empty child/the doctor dances e Blink su tutti) ma in generale sono più affezionata a quell’era perché trovavo più bello che la trama orizzontale fosse sottile e basata soprattutto sullo sviluppo dei personaggi e delle loro relazioni, mentre dalla quinta stagione in poi le trame orizzontali mi sembravano troppo didascaliche e forzate (ehi guarda c’è una crepa nel muro), e anche se trovo il personaggio di Amy Pond esilarante e adorabile, penso che come strumento narrativo sia sfruttata malissimo. Forse è che non ho problemi ad apprezzare una cosa fatta bene anche con evidenti problemi di budget e di effetti speciali, ma trovo che lo show sia molto più infantile adesso che prima. O forse è solo un problema di età🙂

    • stewii says :

      Tennant mi è piaciuto subito (bisogna dire che io ho visto pochissime cose con lui ed ero molto esaltato) ma tendo a non paragonarlo con Smith perché svolgono due compiti diversi: Tennant è perfetto per il DW di Russel t Davies perché è più “tragico”, qualunque cosa gli dai in mano lo trasforma in un dramma shakespeariano e riesce comunque a essere divertente; Smith è più moderno e veloce. Penso che per quello che vuole fare Moffat dalla quinta Smith (il raggedy doctor) sia perfetto, poi sul piano emozionale Tennant vince ma perché è proprio il focus della serie con lui come protagonista.
      Quanto alla trama orizzontale non vedo veramente alcuna differenza tra la crepa sul muro della quinta stagioni e le prole “bad wolfe” “torchwood” “il nome di the master nella terza” “apparizioni di rose nella quarta”, nella sesta cambiano completamente le cose e qui secondo me è questione di abitudine: a chi lo segue da anni il cambiamento fa sicuramente effetto, ma avendolo recuperato di botto e avendo sempre sostenuto che una serie del genere è uno spreco senza una trama orizzontale forte non posso che gioire di questa cosa.
      Amy Pond è un personaggio bellissimo e secondo me è sfruttata bene, a parte la ridondanza del triangolo in alcuni punti e il fatto che farla “aspettare” qualcosa ormai è la prassi.
      Sulla infantilità ci possiamo discutere ore probabilmente e non ne verremmo a capo, secondo me la maturità non si basa sulla forza emotiva del risultato ma sulla sceneggiatura: se una cosa è scritta in modo che lo spettatore debba semplicemente prenderla così com’è senza farsi domande, quella cosa non è un prodotto adulto perché non tratta lo spettatore con rispetto. Il budget non c’entra, il problema sono gli episodi troppo semplici per una serie come Doctor Who.

  2. l'assistente costumista says :

    Mi sono spiegata male, non è Smith che non comunica come gli altri due ma la serie che mi trasmette meno. La trama orizzontale delle prime serie non la limito alle parole ricorrenti, in questo senso mi sembrava più sottile e meno didascalico, nella prima per me i temi erano il rimorso e se vuoi la mancanza di fiducia e si risolve quando è Rose a imporsi nel finale; nella seconda oltre alla crescita del rapporto con Rose c’è un discorso di fondo sul modo in cui l’umanità si rapporta agli alieni che sfocia poi nella situazione di Torchwood. Potrei farti lo stesso ragionamento sulla terza e la quarta ma non ti annoio.🙂 Quanto a Amy Pond… il triangolo è fin troppo sottolineato e pare più una cosa per compiacere i fans che altro, mentre lei – un personaggio bellissimo, come dici tu, molto ben caratterizzato – viene sempre utilizzata come persona in pericolo che aspetta di farsi salvare dal Dottore o da Rory.
    Io trovo che la bellezza di questa serie sia la capacità di raccontare storie affascinanti sull’avventura, sul coraggio e la scoperta del diverso, ognuno poi ci vede il livello di profondità che vuole. forse alcuni episodi sono troppo semplici ma bisogna anche tenere a mente che fondamentalmente è una serie soprattutto per famiglie…

    • stewii says :

      ecco ma quelli sono temi non trama. cerco di spiegarmi, x men: first class parla di bene e male, evoluzione, scoperta, crescita, vendetta, omosessualità, ecc.. ma la trama del film è: charles e erik recrutano sfigati con i superpoteri più sfigati di loro (tipo urlare e fatinizzarsi) per combattere kevin bacon e risolvere la crisi missilistica cubana. Ora non sto dicendo che first class non sia un bel film, ma i temi trattati nel film non sono supportati da una trama all’altezza. In un film la cosa alla fine ci sta, perché dopo due ore è finito, ma in una serie come doctor who dalle potenzialità così vaste se non si sviluppa una buona trama si diventa presto ripetitivi e si finisce per annoiare.
      Quanto al fatto che doctor who sia uno show per famiglie, io sono di quelli che non lo vede come una restrizione: i bambini in queste cose sono spesso più svegli degli adulti, dubito che doctor who sia famoso tra di loro (lo trovo molto più da nerd tra i 20 e i 30) ma quelli che lo guardano non credo facciano fatica a seguire le nuove stagioni. Questo per dire che la semplicità degli episodi nelle prime quattro non la vedo come scelta “perché i bambini non lo capiscono” ma più un “perché per noi va bene così”. (e a me no).

  3. Noodles says :

    Non ricordo a quale episodio della prima mi sono fermato (ma mi son procurato comunque le prime quattro stagioni). Ho mollato perché a parte qualche caso mi annoiava parecchio, mi sembrava molto infantile nel racconto e nella messa in scena e notavo che andando avanti controllavo sempre quanto mancava alla fine di ogni episodio. Insomma era diventato uno stillicidio. ma ho sempre la curiosità di continuare e portare a termine la visione, più che altro perchè a meno che una cosa non faccia proprio superschifo, ho sempre l’ossessione di finire ciò che ho cominciato.

    • stewii says :

      guarda, anche a me all’inizio inizio faceva quell’effetto.. da dalek (ma in verità il primo seriamente bello è the empty child) migliora ma un cambiamento sostanziale non c’è fino alla quinta. se lo riprendi e dopo aver visto un po’ della seconda (che Tennant fa miracoli per alcuni) ti fa ancora quell’effetto c’è sempre il
      RECUPERO VELOCISSIMO: guarda solo quelli di moffat (1×9-10, 2×4, 3×10 e 4×8-9) e poi passa alla quinta. fidati è come la differenza tra la prima e la terza stagione di fringe.

  4. L.W. says :

    Non concordo con Stefano, il recupero del dottore va fatto pezzo per pezzo, solo guardando le precedenti apprezzi al 100% le successive! (E comunque nonostante io sia del club Moffat forever non sono da buttare via gli altri!!)

  5. Mara says :

    Io ho iniziato il recupero da qualche settimana. Sono un caso ambiguo perchè ho saltato la prima: ho iniziato guardando per caso human nature, quindi non volevo partire con un altro dottore e magari annoiarmi e mollare.
    Ora sono alla quarta e devo dire che la serie mi piace molto però è vero quello che scrivi: i finali (quello della terza l’ho odiato) sono anticlimatici! insomma mi rovinano sempre un po’ la visione e l’opinione sull’episodio.

    comunque la mia situazione attuale è un po’ insolita. sono tentata dal saltare la quarta (sono al terzo episodio) e andare direttamente alla quinta. il fatto è che a me comunque TRD non dispiace ma soprattutto adoro Tennant.
    Insomma sto pensando di provare a simpatizzare per la quinta prima di finire la quarta.
    quindi il tuo post mi è utile, perchè a questo punto porto avanti la quarta con gli episodi necessari e poi mi faccio un salto nella quinta prima che mi si inneschi il meccanismo “rifiuto assoluto”. Lo so, è folle. abbiate pietà della mia mente.

    • stewii says :

      guarda se ti aiuta nella transizione (che cambiare dottore non è una passeggiata, noi almeno avevamo già provato con Eccleston a cui non eravamo tanto affezionati visto che aveva fatto solo una stagione) fai come vuoi. sappi che gli unici due obbligatori prima della quinta sono silence in the library e forest of the dead

  6. APPyLE says :

    hai DECISAMENTE ragione😉 guardarlo in italiano è tabù (a parte che io guardo roba esclusivamente in inglese xk odio i film doppiati: bleah XD)

    sono arrivata solo alla 3a serie…… se mi dici che con steven moffat la qualità migliora allora non vedo l’ora di arrivare agli episodi di sua mano🙂

    non so come è l’11° dottore, ma per adesso adoro david tennant…. per te qual è il migliore???

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